28. Aprile 2021 · Commenti disabilitati su Cappotto da Donna – Come Scegliere · Categorie:Abbigliamento

Per stare bene nei propri vestiti, non basta solo che questi ci piacciano, è importante saper scegliere in base all’occasione, eventualmente alle mode, ma soprattutto in base al fisico. Solo una scelta ponderata in questo modo riuscirà ad esaltarvi, oltre che a far ammirare il vostro capo d’abbigliamento. Leggi la guida per conoscerne caratteristiche, tipologie, e come scegliere il modello di cappotto per ragazza in base a criteri di stile, qualità, prezzo, moda, e corretta informazione per il consumatore.

Corporatura

Se, per esempio, siete di corporatura piuttosto robusta, con delle forme generose, non potete farvi sfuggire il classico cappotto nero, che snellisce oltre ad avere il pregio di abbinarsi con tutto. State attente però alla chiusura: è essenziale che non appiattisca le vostre forme. Una parte del problema può essere risolta scegliendo la giusta taglia, ma soprattutto, anziché i bottoni, potreste comprare un cappotto per ragazza con chiusura a cerniera. Per esaltare il punto vita e personalizzare il vostro cappotto, potete osare con una cintura in pelle o cuoio. Per le più magre, vanno benissimo anche i cappotti in doppio petto in tweed, o stile principe di galles. Se volete esaltare ancora di più questo capo, sfoggiatelo con mini abiti aderenti e stivali alti: sarete perfette per ogni occasione.

Per chi ha un fisico proporzionato e ama lo stile vintage non ci sono controindicazioni nella scelta di questo tipo di cappotto, da abbinare con accessori vistosi e colorati. Al di là dello stile del soprabito, alcune regole sono da tenere ben presenti: ad esempio, se avete per natura fianchi molto larghi, optate per dei cappotti che abbiano grandi tasche sul davanti. Se invece il vostro problema sono le cosce robuste, meglio un cappotto a tre quarti, che slancerà la figura.

Il trench è preferibile solo per le più alte. Per chi deve nascondere piccole imperfezioni, come pancetta o punto vita non ben definito, allora l’ideale è il cappotto stile impero. Un piccolo trucco a chi ha qualche chilo di troppo: le spalline riescono a slanciare di molto la figura. Se però avete spalle troppo larghe, scegliete dei poncho o delle mantelle, che nasconderanno e al tempo stesso addolciranno questo punto.

Colore

Vi sono diversi fattori per riuscire a sceglier il colore più adatto del vostro cappotto da ragazza, molto dipende dal proprio gusto personale, ma senza dubbio incarnato e colore dei capelli se presi in considerazione rendono il complesso ancora più bello. Cominciamo con chi ha un colorito pallido: il bianco è chiaramente un colore da evitare. Per le more invece i colori caldi come marrone, ruggine, o anche il beige sono al primo posto. Passando a nuances meno neutre, il verde, il giallo e le diverse tonalità di grigio stanno bene alle bionde, soprattutto se hanno gli occhi chiari. A chi ha la pelle più scura o ambrata non moriranno addosso colori shock come il blu elettrico, il fucsia e il porpora. Se siete tipi meno eccentrici, però, il bianco è una scelta ugualmente vincente.

I colori pastello sono adatti a quelle che hanno una carnagione pallida e i capelli castano chiaro. State ben attente a scegliere il colore in base al vostro fisico: i toni più accentuati catalizzano l’attenzione sulla vostra figura, ed è meglio quindi che siate magre se non volete attirare commenti imbarazzati. Senza dubbio non si sbaglia se ci si mantiene sul sobrio, soprattutto se il vostro make up è già abbastanza ricercato. Anche sotto questo aspetto, evitate di creare troppo distacco tra quello che indossate e il trucco che mettete. Se ad esempio avete acquistato un cappotto viola, e di solito usate un ombretto blu molto accentuato, l’effetto potrebbe essere troppo esagerato. Per il trucco, come raccomandano anche i visagisti, meglio optare per colori come il marrone oppure un rosa tenue, a seconda del tipo di pelle che avete.

Come Abbinarlo con Altri Capi

Per accentuare ancora di più il cappotto, oltre alla scelta del modello giusto, è opportuno non sbagliare gli abbinamenti. Scarpe, accessori.. tutto va attentamente calibrato. Ad esempio, un cappotto elegante fa tutta un’altra figura se calzate delle decolleté?, anche non eccessivamente alte, a meno che non ci siate abituate. Per chi ha già una statura elevata, vanno benissimo anche delle ballerine. Infatti, è possibile abbinare il casual con l’elegante, l’importante è trovare il giusto equilibrio. Per i cappotti corti meglio invece degli stivali, alti o alla caviglia, per non parlare delle comodissime scarpe da ginnastica, che vi daranno un’aria ancora più sbarazzina. Attenzione però a non adottare questo look se avete le gambe grosse! Degli stivali corti, infatti, otterrebbero solo l’effetto di farvi apparire ancora più tornite. Per chi ha le gambe magre, ottima invece la gonna corta o dei pantaloni che scendono stretti lungo le gambe. Con il cappotto a tre quarti, meglio non abbinare gonne lunghe, ma rimanere sul pantalone, o sul jeans se siete particolarmente casual nell’abbigliamento. Soprattutto, col jeans potete stare tranquille di non sbagliare con nessun modello di cappotto.

14. Aprile 2021 · Commenti disabilitati su Scarpe Donna – Come Sceglierle e Come Indossarle · Categorie:Scarpe

Elaborare una guida sulle scarpe, ed in particolare sulle scarpe da donna, può sembrare apparentemente semplice, ma se ci riflettiamo un pò ci troviamo di fronte ad un tema davvero articolato.

Storia

Le scarpe erano prodotte già in epoca preistorica; in questo periodo venivano realizzate con i materiali che la natura metteva a disposizione, prevalentemente pelli di animali e legno. A seconda del clima delle varie zone si facevano modelli più semplici, leggeri o, nei luoghi in cui la temperatura era molto bassa, imbottiti, per ripararsi dal freddo.

Chiaramente per quei tempi, data la difficoltà della produzione, le scarpe erano considerate un bene pregiato e per questo motivo non era affatto scontato che tutte le persone ne avessero un paio. Questa condizione cambia invece col passaggio all’epoca storica durante la quale la scarpa diventa un bene comune (per tutti, o quantomeno per la maggior parte!); si usano sempre materiali reperiti in natura: pelli e legno. Nel Medioevo venivano utilizzate anche delle pezze che erano semplicemente avvolte intorno ai piedi (pratico, efficiente ed economico direi!). Nel XVII secolo subentra una novità, un cambio di stile: le scarpe vengono infatti disegnate e realizzate col tacco, sia quelle maschili che quelle femminili.

Nel XIX secolo, con l’industrializzazione, le calzature iniziano ad essere fabbricate in grosse quantità e, a partire da questo momento, diventano un bene alla portata di tutti, questo almeno nei paesi sviluppati!!! Oggi la produzione di scarpe è incrementata ulteriormente e continua su grossa scala; ma si è perso ormai il punto di vista principale, la loro importanza, l’obiettivo per cui vengono prodotte. Non si pensa più alle scarpe come qualcosa di cui si ha bisogno ma come qualcosa di bello da portare ai piedi… sono diventate elemento di moda, di tendenza, di avvenenza. Si cerca forse solo di unire l’utile al dilettevole? E’ possibile! Ma secondo il mio punto di vista ormai all’utile si pensa poco, a volte infatti compriamo scarpe scomodissime con dei tacchi vertiginosi solo per un motivo: perché ci piacciono.

Tipologie

Quando ci si chiede “a cosa servono le scarpe?” in un primo momento la risposta sembra più che ovvia, poi però si rimane un po’ spiazzati… non è affatto scontato tale quesito, al giorno d’oggi soprattutto!! Se posta secoli fa la risposta era univoca: le scarpe servivano per proteggersi dal suolo, per non mettere i piedi a diretto contatto con la terra, per ripararsi dal freddo.

Ma, parliamoci chiaro, chi ci pensa più ormai a questo? Sono sicura che la stragrande maggioranza delle persone quando va a comprarsi le scarpe non è che pensa “eh si, devo proteggere i miei piedini dalle insidie del suolo”… che poi ciò sia vero, che esso sia il reale motivo per cui le acquistiamo è fuori discussione, ma non ci pensiamo assolutamente, o almeno passa in secondo piano: la motivazione primaria dell’esigenza è regredita nel nostro inconscio!

Ecco perché le scarpe si scelgono, ecco perché esistono infiniti modelli, infiniti tipi e infiniti negozi! Ormai non è più solo una questione di bisogno, ora diventa un fatto principalmente estetico, di gusto… è per questo che ognuno le compra per sé!! E quindi a cosa servono le scarpe?? Per coprirci ok, per un senso estetico pure… ma hanno anche altre funzioni! Col tempo sono aumentati i modelli e con questi sono aumentate le finalità!

Prendiamo ad esempio le scarpe ortopediche, per le persone anziane o per chi ha semplicemente problemi di schiena; non sottovalutiamo l’importanza della scarpa sotto questo punto di vista! Una scelta poco accurata delle calzature può portare problemi di salute, non dimentichiamolo! Altra funzione delle scarpe è strettamente connessa al mondo dello sport! Scarpe da ginnastica, da corsa, calcio, tennis insomma ce n’è per tutti i gusti, anche all’interno di ogni sport troviamo una tipologia specifica di calzatura, ma anche qui, attenzione attenzione, rientra la componente estetica: ormai ce ne sono talmente tanti modelli che ancora una volta non possiamo esimerci dal notare la sua presenza!!

Ed è così vera questa cosa che questo tipo di scarpa viene usata anche semplicemente per uscire fare una passeggiata e non necessariamente per praticare sport! Di modelli ce ne sono tanti e tanti l’abbiamo detto.. ma questo vale soprattutto per la scarpe da donna, incarnazione della vanità, del senso estetico, della bellezza, dell’appariscenza! E’ per questo che i modelli da donna sono migliaia di migliaia in più rispetto a quelli da uomo anche se negli ultimi anni l’uomo sotto questo punto di vista si sta dando da fare; è diventato infatti molto più “esteta” di prima, basti pensare all’infradito, non inteso solo come scarpa per il mare ma come calzatura vera e propria!

Prima era una prerogativa femminile, ora invece viene indossato tranquillamente anche dagli uomini! Però… per quanto l’uomo tenti, sotto questo punto di vista, di mettersi alla pari con la donna non ci riuscirà mai e poi mai, la differenza è abissale. Per rendercene meglio conto pensiamo ad un elemento distintivo della scarpa femminile: il tacco!!

Solo di tipologie di tacchi ne esistono un’infinità: l’intramontabile tacco a spillo, il modello anni 40 che ultimamente sta tornando di moda, il tacco quadrato,quello a “banana” dei camperos, giusto per citarne alcuni! Al di là di ciò il tacco è un’ arma vincente sotto molteplici punti di vista, il più evidente, a vantaggio delle non alte, è che regala quei centimetri in più che slanciano la figura! Un tacco alto e sottile tende inoltre a valorizzare la gamba e ad assottigliare la caviglia.. insomma, si combina l’utile e il dilettevole… anche se a volte, dilettevole non si direbbe proprio.. alcuni tacchi, soprattutto quelli alti, non sono esattamente confortevoli.. o almeno non quanto un bel paio di ballerine!! Ma d’altra parte come si dice “chi bella vuole apparire un po’ deve soffrire..” Attenzione ai tacchi troppi alti però!

L’altezza ideale sarebbe dai 3 ai 5 cm; oltre questa misura possono causare danni alla schiena, nonché alla circolazione e, di conseguenza, visto che stiamo parlando tanto della funzione estetica delle scarpe, faccio anche notare che tacchi vertiginosi possono essere una delle cause della nostra tanto odiata cellulite!!!

Sarebbe per cui il caso di trovare un giusto equilibrio tra bellezza e salute, cercando anzi di concentrarci in primis su quest’ultima e poi sul resto!! Altro modello di scarpe tornato di moda negli ultimi anni è suddetta ballerina. Semplice ed elegante allo stesso tempo, ormai anche di questa ce ne sono tanti e tanti modelli, dai più semplici ai più articolati… solo una cosa resta invariata: la punta,rigorosamente arrotondata che ormai sta soppiantando quella spigolosa che è andata tanto di moda negli ultimi anni ma che piano piano si sta facendo da parte… ma non completamente!

Questo tipo di scarpa, la ballerina, va bene soprattutto per chi è slanciata e snella, altrimenti rischia di appesantire un po’ la figura. Inoltre per chi ha un piede che non somiglia esattamente a quello di Cenerentola tende a valorizzarlo e a farlo sembrare di dimensioni più contenute.. cosa che invece non fa la scarpa a punta, che un 39 lo fa sembrare un 41!!!! Piccoli dettagli a cui però dobbiamo fare attenzione! Inizialmente la ballerina nasce bassa, insomma, è la ballerina da danza trasformata a calzatura, esattamente lei!! Ultimamente però sono stati fatti diversi modelli col tacco. E poi ci sono le decolté… come non parlare delle mitiche decolté! Eleganti, raffinate… di classe insomma!

Ci sono da sempre e non passeranno mai di moda, anzi, ultimamente la loro vendita ha subito un notevole rialzo perché mentre prima venivano usate soprattutto da persone adulte ora le indossano praticamente tutti, adolescenti in particolar modo!!! Scarpa fine e distinta ma che allo stesso tempo veste bene sotto numerosi tipi di abbigliamento: jeans, minigonne, longuette.. insomma, non dà troppi problemi di abbinamenti!

Si avvicina l’estate, anzi, siamo praticamente in estate e possiamo finalmente indossare i nostri sandali, invenzione geniale che i nostri piedi, se potessero parlare, benedirebbero ogni giorno… anche se da qualche anno a questa parte è stata introdotta la moda dei cosiddetti stivali estivi: si vedono fanciulle a ferragosto sfilare con questi stivaloni… a guardarle soffro io per loro! Beh, la moda è moda, ma come direbbe Mr. Manolo Blahnik “non seguite la tendenza!!!” e se lo dice lui, ci sarà da fidarsi allora
Tacco alto: dai 5 cm in su. In genere hanno più sex appeal rispetto a quelle con i tacchi bassi e si indossano comunemente per occasioni formali o eventi.
Tacco basso: con tacco che misura dai 3 ai 5 cm.
Stivale sneaker: sembra una scarpa per atletica, ma ha un tacco che lo rende più simile ad una scarpa elegante.
Sandali Wedge: sono sandali ma alti, danno l’idea di indossare calzature a tacco alto.
Mules: sono senza chiusura dietro il tallone.
Slingbacks: sono assicurate da una chiusura a strappo dietro il tallone, piuttosto che sopra il piede.
Espadrillas: sono causal senza tacco o alla moda a tacco alto, in uno stile che ha avuto origine nei Pirenei. In genere hanno una copertura in cotone o in tela e una suola flessibile in corda o gomma.
Ballerine: hannon un tacco molto basso e una copertura relativamente corta che espone gran parte della suola interna. Si usano molto d’estate e sono più comode di quelle con tacco alto.

Come scegliere

Basta concentrarsi su alcuni punti essenziali. Qualità: è la cosa più importante! Scarpe non buone rovinano i piedi e non solo; assicuriamoci quindi come prima cosa che ciò che stiamo per acquistare sia un buon prodotto. Le migliori sono senz’altro quelle di pelle,o quelle che comunque consentono una buona traspirazione. Ormai data la grande produzione si fabbrica molta più plastica, sia perché spesso ci si concentra più sulla quantità che sulla qualità e sia perché al giorno d’oggi la gente vuole risparmiare, dato che spesso, io per prima, si preferisce avere 10 cose di materiale magari più scadente, rispetto a 3 però di buona fattura!

Questo sempre perché ci piace cambiare, variare, abbinare… e quindi producendo scarpe di scadente qualità si permette alla gente di risparmiare… facciamo attenzione però! Il piede ha bisogno di respirare, stare comodo, non tralasciamo nè sottovalutiamo questo aspetto, ricordiamo che i piedi devono sorreggere il nostro corpo, cosa non semplice, per cui dobbiamo coccolarli un po’ di piu! Esigenza: chiaramente in base all’utilizzo che dobbiamo farne scegliamo il modello e la tipologia: scarpe da passeggio, da corsa, con tacco, senza tacco…. e anche qui rientra il discorso della qualità: se sono per un’occasione importante o vogliamo che esse durino nel tempo prendiamo un modello di qualità più elevata altrimenti no!

Prezzo: ormai se ne trovano di tutte le tasche, ma il prezzo, oltre che dalla qualità, è strettamente influenzato dalla MARCA! Spesso paghiamo il 70% di nome e il restante di calzatura; magari ad un prezzo inferiore troviamo anche di meglio, e questo perché di inferiore queste scarpe hanno il nome! Bisogna fare una scelta, c’è chi vuole a tutti i costi l’articolo griffato e quindi spende un “po’” di più e chi invece della firma si interessa ben poco. Moda: per alcuni è la prima cosa, per altri no… punti di vista. L’ho inserita al quarto posto perché ritengo ci siano fattori più importanti ma mi rendo conto che non è così per tutti, anzi, per molti spesso è la prima nonché unica motivazione per cui si acquista un paio di scarpe!

Dove acquistare

Possiamo distinguere due canali principali di acquisto: indiretto e diretto. Quando parlo di indiretto mi riferisco chiaramente al commercio in rete. Ormai lo shopping on line incalza sempre più negli ultimi anni grazie al boom di internet. D’altronde se si sa già cosa si cerca o se si è troppo pigri per girare per negozi, perché scomodarsi quando ciò che ci serve possiamo farlo comodamente da casa??

Beh, effettivamente fila come discorso! E poi c’è il canale diretto: centri commerciali, negozi al dettaglio, bancarelle… insomma un po’ di tutto per chi, oltre al piacere dello shopping, vuole concedersi una spensierata passeggiata per le vetrine dei vari negozi! Personalmente sono scettica in merito alla prima tipologia di acquisto: preferisco misurare la scarpa prima di acquistarla, anche perché oltretutto magari visto al piede quel modello può non piacere piu, può fa un effetto diverso! Ma ognuno la pensa in un modo… d’altra parte il mondo è bello perché è vario.

28. Marzo 2021 · Commenti disabilitati su Stivali – Come Scegliere i Migliori · Categorie:Scarpe

Di stivali per donna ne esistono infiniti modelli per tutti i tipi di abbigliamento. Indossarli, come abbinarli, non dipende solo dal freddo, ma soprattutto dallo stato d’animo, dai gusti e dal tipo di gamba. Già perché non tutti i modelli stanno bene a tutte e se si sceglie quello sbagliato si può rovinare una mise perfetta. Leggi la guida per conoscerne caratteristiche, tipologie, e come scegliere il modello di stivali da donna in base a criteri di qualità, prezzo, convenienza e corretta informazione per il consumatore.

Stivaletti
Viene così indicato un modello di stivale che in genere arriva oltre la metà polpaccio, ma non sotto al ginocchio. La punta è spesso allungata (gli anni ’80 ne sono stati un esempio) e sono presenti stringhe e altri fermagli, oltre alla cerniera, per tenere chiuso lo stivale. Possono essere molto preziosi per chi è di corporatura robusta o pratica sport e ha i polpacci sviluppati. Infatti il segreto sta nel taglio dell’apertura. Se è a “V” (modello “stivale da cow boy”) o molto ampia (come nella foto per intenderci), la grossezza del polpaccio viene minimizzata e la gamba slanciata. L’effetto migliora se si abbinano tacchi alti, anche a stiletto, e punta allungata oppure dotata di plateau consistente.
Inoltre, l’apertura della scollatura renderà agevole l’indossare la scarpa e permetterà di muoversi senza sentirsi troppo costrette. In genere, inoltre, i modelli pensati per chi ha un polpaccio importante, hanno un elastico che modella il collo dello stivale alla gamba. Una volta scelto lo stivaletto, è meglio abbinarlo a gonne appena sopra il ginocchio e in ogni caso non troppo lunghe. E’ da evitare che l’unica parte scoperta della gamba sia il polpaccio. Se avete uno stile molto originale potreste abbinare pantaloni larghi, con taglio alla zuava, da infilare direttamente all’interno dello stivale, soprattutto se, lo ripetiamo, il collo è asimmetrico e fermato da laccetti.

Cuissard
Sono gli stivali a calzamaglia, mitici negli anni Settanta e mai passati di moda. Sogno per molte ma non per tutte. Consigliati a giovanissime o a chi ha le gambe perfette perché sono aderentissimi al corpo. Un modello che fece epoca, oltre a quello del film Pretty Woman, è stato un coraggioso ma stellare stivale calzamaglia di Alexander McQueen, di tessuto trasparente, che avvolgeva due decollété color carne, decorato di cristalli a forma di cuore e cascate.
Tornando ai classici cuissard, per evitare l’effetto troppo vintage, o da “donna poco per bene”, è meglio scegliere modelli non di vernice nera, ma magari multicolore e pieni di decori, anche ricoperti da pizzi. Da abbinare con gonne cortissime e hot pants, magari con qualcosa di largo sopra. Negli ultimi anni vanno molto di moda i cuissard appena sopra al ginocchio, come se fossero delle calze francesine, in questo caso abbinati a zeppe altissime e tacchi a stiletto. Bisogna stare molto attente nell’acquisto di questi stivali che sono difficilmente portabili tutti i giorni o anche per una semplice serata. Avere il carattere e l’attitude giusti. Insomma, essere un po’ sfrontate.

Polacchine
Anche questi stivaletti sono stati molto in voga negli anni Settanta e si presentano in vari modelli, dai più “maschili”, senza tacco, non sagomati, con l’imbottitura in pelliccia a volte evidente (le Clarks per intenderci), a quelle sagomate, magari con punta tonda e tacco alto e l’imbottitura-decoro di pelliccia. Anche in questo caso per indossarle l’importante è essere di corporatura media, infatti se sono molto larghe tendo a rendere tozzo il piede.
Se sono molto strette bisogna sempre tenere d’occhio l’effetto che fanno sui polpacci. Per i modelli non alti, oltre ai vestitini bon ton, con gonna a ruota e ad altezza ginocchio, si possono indossare con pantaloni a zampa d’elefante e gioielli etnici, proprio per dare un tocco anni Settanta all’abbigliamento. Per chi vuole uno stile più comodo esistono polacchine più semplici, stile scarpetta da boxeur, bicolori, con laccetti incrociati dalla punta alla caviglia (da indossare esclusivamente con abiti sportivi e o gonne cortissime e sempre se il polpaccio lo “permette”).

Francesine o Richelieu
E’ parante lontana e sexy della polacchina, solo che il tacco è quasi sempre presente: a stiletto, oppure quadrato, a rocchetto o a banana, le pelli e i tessuti impiegati molto raffinati, e la punta affusolata. Ne esiste anche la versione maschile (con tacco basso). Si distinguono dalle polacchine per le stringhe, spesse, in evidenza con cui vengono chiuse da un vistoso fiocco. Da indossare sotto a gonne di media misura, a longuette molto strette, con i pantaloni se si desidera uno stile new romantic, un po’ dandy.
Ne esistono di vari modelli, spesso decorati con pelli metallizzate, cristalli, o ricami in evidenza. Famoso quello realizzato nel 2008 da Cesare Paciotti dedicato alla neo frist lady francese Carlà Sarkozy, da cui ne prende il nome, realizzato in broccato veneziano dai riflessi argentei e la stringa di raso blu (nella foto).

Anfibi e studded boots
Non è necessario essere punk, dark o grunge per portare gli anfibi. Ma va ricordata una cosa: sono e sempre saranno accessori nati per i militari. Ottimi per l’aderenza al terreno, per percorrere qualsiasi tipo di strada urbana e non, hanno solo un inconveniente: spesso la pelle s’indurisce troppo e diventano scomodi da portare. Inoltre, prima di camminare agevolmente con loro dovrete attendere un po’, dopo, se i materiali sono di qualità, diverranno come una seconda pelle. Già ma con cosa abbinarli? Come portarli?
Innanzitutto, se avete le gambe o le caviglie grosse evitate di portarli con la gonna. Ricordatevi inoltre che gli anfibi hanno una punta molto tonda e un corpo della scarpa “importante” il che riduce visivamente le dimensioni del piede. Se siete molto alte potreste sembrare dei “giganti” che, paradossalmente, camminano su piedi piccolissimi. Come abbinarli. Non con tute, abiti da lavoro, salopette, giubbotti imbottiti. Anche le gonne sono out. Con gli anfibi le scelte sono estreme: o uno stile iper-maschile, oppure molto femminile.
Nel primo caso i classici jeans, anche aderentissimi, giacche di pelle, oppure tessuti dai disegni militari, ma, per non sembrare uscite da una caserma è meglio essere sempre truccate e perfettamente pettinate. Oppure, se si sceglie lo stile femminile, dare una strizzatina d’occhio allo stile glam rock. Infatti negli ultimi anni sono diventati in auge, soprattutto tra le giovanissime, i biker-studded boots. Anfibi di diversa forma e altezza impreziositi con cristalli, disegni di metallo sia oro che argento, fregi sempre metalizzati. Ideali con jeans molto stretti e magliette larghe stampate. Ottimi se abbinati a pochette sempre con lustrini. Vanno bene, anche nella versione classica, con abiti aderenti, magari dai tessuti preziosi, velluti, lucidi e lavorati, oppure di lana morbida che fasciano il corpo, rigorosamente scollati. Anche portati su calze a rete o ricamate. Contrasto che dà un’aria sexy anche se molto anni Ottanta.

Stivali al ginocchio
Sono i più comuni. Alcuni riprendono i modelli classici maschili, un po’ militare, dalla punta squadrata, con la fibbia in evidenza e magari il tacco alto e squadrato. A volte opache, a volte di vernice. Altri sono dei veri e propri stivali da pioggia, di gomma, negli ultimi anni colorati nei modi più fantasiosi. C’è anche il modello platform boots, alto fin sotto al ginocchio, molto audace, fetish, dal tacco alto e squadrato, con una serie di stringhe allacciate o lacci incrociati per tutta la lunghezza dello stivale.
I pelle nera sono il must, ma ne esistono ormai di tutti i colori. Ottimi abbinati con microgonne (tipica “divisa” in tartan scozzese, con camicia bianca e cravattino da scolaretta). Devono essere portati con attenzione da chi non ha la gamba particolarmente affusolata. In genere gli stivali al ginocchio vengono abbinati a gonne a portafoglio di media lunghezza, per aumentarne lo stile rigoroso, con sopra cardigan e camice. Meno da “dure”, la versione in pelli dai toni caldi con collo rotondo, punta tonda e poche cuciture, tacco quasi inesistente, da mettere praticamente con tutto, spesso dentro ai pantaloni, stile cavallerizza.

Stivali a tronchetto o ankle boots
Si distinguono dagli altri stivali alti fino alla caviglia per la tomaia compatta, molto sagomata, l’assenza di décolleté, il tacco quasi sempre alto, a stiletto o a banana. Un requisito ormai fondamentale per i veri tronchetti glamour è il plateau importante, di 3 o 4 centimetri. Molto amati dagli stilisti e dalle donne per la forma particolarmente femminile che conferiscono al piede pur coprendolo completamente.
Spesso la punta è tagliata e presenta un foro, oppure, nei modelli più “estivi” la tomaia è forata, tagliata o a stringhe. E’ considerato lo stivale che sta bene con tutto, gonne, pantaloni, minigonne, persino abiti lunghi da sera, ma dotati di profondi spacchi. Si possono portare tutti i giorni sotto ai jeans o ad altri pantaloni casual, meglio se molto attillati (magari abbinati a una giacca larga, da evitare i bolerini per non fare l’effetto “torero”). In genere sono monocolori e possono “sopportare” tinte molto aggressive senza sembrare ridicoli. Esistono forme impreziosite da pelli metallizzate, decori, cristalli, più adatte per la sera.

Ugg
E’ il marchio degli stivali di montone inventati dai surfisti australiani. A disegnarli è stato infatti il surfista Shane Stedman per risolvere un inconveniente tipico del surf, come riscaldare velocemente i piedi dopo aver cavalcato le onde dell’oceano. Nel 1971 il marchio venne registrato ma solo nel continente dei canguri. Nel 1978 un altro surfista, Brian Smith, pensò di registrare il marchio anche in America. Oggi gli Ugg sono noti in tutto il mondo per la fortuna che hanno avuto con le star di Hollywood.
Nonostante la loro apparenza decisamente “invernale” vengono sfoggiati soprattutto in estate. Il loro successo è tale che ne esistono di diverse colorazioni, non solo il classico sabbia, anche in colori pastello per bambini e teen-ager. Tuttavia, se si guarda allo stile, sono tra gli accessori più importabili. In genere stanno bene a ragazze giovani, molto magre (il taglio al polpaccio e la non sagomatura del calzare rende massicce anche le gambe più sottili), con shorts o minigonne cortissime, magari abbinati a canotte di taglio maschile. Ma sono stati adocchiati anche su red carpet prestigiosi, sotto abiti da sera. Un consiglio, portateli solo d’inverno e quando fa veramente freddo.

14. Marzo 2021 · Commenti disabilitati su Scarpe Mary Jane – Come Sceglierle e Come Indossarle · Categorie:Scarpe

Le Mary Jane sono le scarpe con il laccetto sul collo del piede, che regalano un aspetto da bambina o da brava ragazza, ma se ben abbinate anche da “lolita gotica”

Piacciono a molte per quell’aria bon ton che regalano, un pizzico sexy, soprattutto se il tacco è alto. Le classiche sono nere o bicolori ma ormai ne esistono di tutti i toni, anche di pelle metallizzata o ricoperta di strass. Le grandi griffe, ma anche marchi più abbordabili, si sono da sempre sbizzarrite nel riproporre calzature iperfemminili e un po’ da fumetto (la ragazza dell’uomo ragno si chiamava Mary Jane Parker…). Già, perché le Mary Jane nascono negli anni Quaranta e sono state disegnate dal fumettista Richard Outcault, disegnatore di Buster Brown, decisamente innamorato delle scarpe della sua sorella minore, Mary Jane appunto.

All’inizio, furono prodotte senza tanto clamore, quasi un flop, avevano il tacco basso e la forma della punta tondeggiante, non a caso venivano definite “da bambina” (modello ancora presente e gettonato sul mercato). Con gli anni il tacco si è alzato, la tomaia, la parte che ricopre il piede, si è accorciata facendole diventare décolleté, sono comparsi plateau per rendere più agevole la camminata sui trampoli, e la stringa caratteristica si è ingrossata o vezzosamente assottigliata a seconda della moda del momento. Sono arrivati fiocchetti o bottoni gioiello a chiudere il laccetto.Le Mary Jane sono scarpe senza età. Si possono comprare per le bambine, per chi vuole rimanere bambina, o per chi ama un gusto un po’ retrò nell’abbigliamento. Ma prima di acquistarle bisogna fare alcune considerazioni. Innanzitutto, la grandezza del piede. Sono adattissime per chi l’ha piccolo perché la stringa permette alla calzatura di non muoversi, regalando grande stabilità. Anche chi ha il piede grande, 40 o 41, può osare con le Mary Jane, tuttavia è consigliabile un modello décolleté con tacco e plateau importanti, per evitare l’effetto “ragazzona” di campagna.

Primo, perché il plateau accorcia visivamente la lunghezza del piede e, in secondo luogo, evita l’antipatico effetto “nonnina” o “infermiera” (soprattutto se si abbinano a gonne troppo lunghe). Molte case importanti producono Mary Jane proponendo modelli décolleté formati da pelli sontuose, ricchi di decori, con magari la stringa ripetuta in fiocchetti, piccoli nastri in stoffa, loghi appariscenti, proprio per ovviare l’effetto eccessivamente serioso. Oppure giocano sul contrasto donna-ragazzina proponendo scarpe in denim con uno spesso e grosso bottone a chiudere la stringa. Un must molto di moda, il modello ricoperto di strisce di tessuto scozzese coloratissime. Sulle Mary Jane è stato fatto di tutto.

A volte si trovano con i bordi del decolté a zig zag, fori lungo il rivestimento per un effetto anni Trenta, contrasti tra pelli scure e stringhe con ampi fiocchi coloratissimi. Un modello molto glamour è sicuramente quello proposto da Luis Vuitton, in pelle stampata con il famosissimo logo. Per le più audaci c’è la versione con tacco imponente e animalier, oppure totalmente rosse come le scarpette del film il Mago di Oz. Le bizzarrie per sdramatizzare queste scarpe serissime non mancano, ma in commercio si trovano quasi sempre linee molto sobrie, magari con tacco spesso e basso, toni che vanno dal grigio al nero, bicolori bianco e nero (altro classico) oppure marron. Spesso compaiono fascette colorate di tessuti pregiati, come il velluto, a sottolineare le rifiniture.

Ma chi può portare le Mary Jane? E quali sono i modelli consigliati ai nostri piedi? Vista la quantità di modelli possono stare bene a tutte, l’importante è scegliere quello giusto. Se non avete problemi di portafoglio e soprattutto pesate poco come Carrie di Sex and the city, Manolo Blahnik ha creato diverse Mary Jane, spesso in pelli bianche e nere, ma con l’assenza di uno spesso plateau e la presenza di uno stiletto di 10 centimetri. Insomma, se non siete davvero magre rischiate di camminare scomodamente. Sul mercato esistono esemplari che quasi ogni anno ricalcano le tendenze lanciate dai designer di grido, ma prima di procedere all’acquisto, è sempre bene considerare alcune cose.

Sono consigliate per qualsiasi tipo di piede, ma ricordatevi che una punta troppo rotonda accorcia visivamente l’arto creando effetti grotteschi nelle donne molto alte. L’altezza del tacco rispetto alla nostra corporatura. Se si è si è formose è meglio evitare stiletti e optare per tacchi non troppo alti, massimo 6-7 cm, dalla forma spessa, quadrata o rettangolare, di cuoio resistente. Se il tacco è molto alto, sopra i 10 cm, e magari sottilissimo, va considerata tenuta del plateau, lo spessore, la consistenza del cinturino e l’altezza del rivestimento posteriore che deve agganciare in maniera salda il tallone in modo da evitare l’antipatico distaccamento del piede dalla scarpa mentre si cammina. I cinturini, o le fasce, è meglio che siano larghi oppure numerosi. Una suola antiscivolo rende ancora più sicuro l’andamento. Attenzione ai modelli in vernice, spesso, se sono di scarpe di qualità bassa, la pelle verniciata ricopre in genere del cartone e, con il passare del tempo, possono presentare antipatiche screpolature nelle zone più soggette ad essere piegate durante la camminata.

Cosa indossare con le Mary Jane per non sembrare uscite da scuola? Se si vuole smorzare l’effetto bambina è meglio scegliere sempre il tacco alto, magari in contrasto con un abbigliamento bon ton, o sexy. Vanno bene le rigorose gonne longuette a vita alta, nere o addirittura gessate. Se si vuole avere un aspetto più informale, si può optare per jeans scuri skinny (molto stretti) anche modello Capri, abbinati a un capo più chiaro. Vanno assolutamente evitate le gonne troppo lunghe e a campana. Vi è un discorso a parte sullo stile “Lolita gotica”. Da qualche anno a questa parte dal Giappone è arrivata anche in Italia la moda di vestire come bambole un po’ vampiresche, magari abbinando vestiti neri a make up altrettanto oscuri, oppure gonne in tulle da ballerina di danza classica, corpetti e giacconi di pelle nera. Il tutto indossando Mary Jane di diversa fattura, meglio se con il tacco grosso. Una moda ancora in auge tra i giovanissimi, ma sconsigliatissima a chi supera una certa età. Le Mary Jane sono quindi un must del guardaroba, un acquisto per cui spendere qualche soldo in più, perché si avrà la soddisfazione di comprare scarpe che non passano mai realmente di moda e portabili quasi con tutto.

28. Febbraio 2021 · Commenti disabilitati su Felpa – Come Sceglierlo e Come si Indossa · Categorie:Abbigliamento

La felpa è uno dei capi di abbigliamento preferiti dai giovani. Per un certo periodo di tempo la moda l’ha quasi dimenticata, relegandola solamente nell’ambito dello sport. Ma le ultime collezioni di moda l’hanno riportata in auge, con soluzioni davvero molto particolari, per poterla usare, insieme alla tuta, proprio in tutte le occasioni. Leggi la guida per conoscerne caratteristiche, tipologie, e come scegliere le migliori felpe per uomo e ragazzo in base a criteri di qualità, prezzo, offerte e corretta informazione per il consumatore.

Storia

La felpa è uno dei capi di abbigliamento che siamo abituati ad indossare sin da quando siamo piccoli. Questo perché si tratta di un capo che è comodo, è pratico e che possiamo indossare in qualsiasi momento della giornata. Questo capo di abbigliamento, facilmente riconoscibile dal cappuccio che solitamente lo accompagna, è il preferito dai giovanissimi, soprattutto da quelli che amano un tipo di abbigliamento casual, ma comunque di tendenza. Quando la felpa fece la sua prima comparsa nel mondo della moda, questo particolare capo di abbigliamento era stato relegato al mondo dello sport: era un capo molto comodo per poter praticare in tutta libertà la nostra disciplina sportiva preferita. Negli anni Ottanta, divenne il capo di abbigliamento preferito dai giovani, come espressione della loro cultura e del loro stile.

Negli ultimi anni, invece, questo capo di abbigliamento prima destinato esclusivamente allo sport, ha cominciato a fare la sua comparsa anche nelle strade di tante città. Come street look è davvero perfetto: e tante grandi case di moda se ne sono accorte, tanto che ogni collezione, sia essa per l’autunno-inverno oppure per la primavera-estate, ne propongono modelli nuovi, secondo i dettami della moda.

Come fare per riconoscere una “vera” felpa da altri capi di abbigliamento che possono assomigliarle in modo troppo forte? Esistono dei dettami che distinguono una normale maglia da una felpa vera e propria. Innanzitutto, partiamo dal materiale. Solitamente una felpa è realizzata in cotone, più spesso per le versioni invernali, più leggero, invece, per i modelli pensati per la primavera e per l’estate. Passiamo poi alla struttura di una felpa. Solitamente, è sempre accompagnata da un cappuccio, ma non è detto che una felpa debba averlo.Questo capo di abbigliamento ha una lunghezza che parte dal collo e arriva fino alla vita. La felpa tradizionale, soprattutto quella invernale, per ovvie ragioni che potete comprendere, ha delle maniche lunghe, dalle spalle fino ai polsi. Ma esiste anche la variante estiva, che prevede uno smanicato, un capo senza maniche, da poter essere indossato a pelle oppure con una t-shirt sotto. Passiamo, infine, alla chiusura che deve avere una felpa.

Può non aver bisogno di nulla ed essere un unico “pezzo” di stoffa, oppure essere chiusa da una cerniera: questo secondo caso è più “moderno”, mentre quella classica è priva di chiusure come cerniere e bottoni. Se nell’immaginario collettivo ha delle sembianze ben precise, esistono tuttavia delle varianti, che seguono le mode e le tendenze del momento. Cominciamo con la classica tuta, intesa come capo di abbigliamento da dedicare alla pratica sportiva. Per comodità, solitamente, questo particolare tipo di felpa è venduto insieme ai pantaloni, nel completo chiamato tuta. I due pezzi sono sempre abbinati per colore e per stile. Per maggiore praticità, la felpa destinata allo sport. Non solo sport, però, le felpe sono adatte anche per il tempo libero e per il giorno. In questo caso, i più famosi brand, soprattutto quelli giovanili, pensano a collezioni perfette per lo stile giovanile e casual: linee di abbigliamento adatte alle mode e alle tendenze del momento.

Le felpe personalizzabili sono poi un’ottima idea regalo, oltre che un ottimo modo per distinguersi non indossando un capo che può essere indossato da chiunque. Sono generalmente disponibili in tutti i modelli previsti, quindi con cappuccio o senza, con chiusura a cerniera o senza, con maniche lunghe o smanicato. Attraverso un particolare processo, poi, potrete far stampare sul fronte della maglia o sul suo retro tutte le immagini e tutte le scritte che volete: anche vostre fotografie. Vengono di solito decorate con tecniche a caldo, con serigrafia o con ricamo, molto più fashion e duraturo nel tempo.

Come Scegliere

Passiamo ora alla scelta perfetta per le nostre esigenze: in base all’uso che andremo a fare del nostro capo di abbigliamento, dobbiamo tenere in considerazione alcuni dettagli, soprattutto per quanto riguarda il materiale e lo stile della felpa stessa. Ecco i nostri consigli per fare degli acquisti giusti e sensati, per poter essere soddisfatti del nostro capo di abbigliamento. Se vi serve una felpa per praticare dello sport, vi consigliamo il completo a tuta: davvero perfetto per indossare dei pantaloni e una maglia pratica e comoda per la nostra disciplina sportiva, qualsiasi essa sia. In questo caso, vi consigliamo di optare per una felpa con cappuccio, soprattutto se fate jogging, per potervi coprire dal vento e dalle intemperie. Inoltre, sarebbe consigliabile un modello con chiusura a cerniera, così da potervi alleggerire e spogliare con tutta comodità, senza interrompere la vostra pratica sportiva.

Se invece il capo di abbigliamento vi serve come maglia per tutti i giorni, allora potete acquistare qualsiasi modello. Da quella con il cappuccio a quella senza, da quella con la zip anteriore a quella liscia o che utilizza altri sistemi di chiusura. A seconda della stagione nella quale la andrete ad indossare, poi, potrete optare per i modelli più caldi, a manica lunga, oppure per quelli più freschi, dai materiali più leggeri, sia a manica lunga, oppure smanicato, o ancora, come vanno di moda oggi, con la manica a tre quarti.

Se invece volete acquistare un capo da poter indossare anche la sera, magari per un aperitivo informale con le amiche o per una pizza molto casual, vi consigliamo di puntare sui modelli che offrono oltre alla comodità, anche dettagli glamour, come possono essere perline, ricami in rilievo, materiali preziosi e raffinati, o ancora linee che possono risultare molto più eleganti di una classica felpa.

Le felpe, come tutti i capi di abbigliamento, si possono acquistare un pò dappertutto. Ce n’è per tutti i gusti e, soprattutto, ce n’è per tutte le tasche e tutti i portafogli. Se si cercano i marchi famosi, i brand alla moda e di maggiore rilievo dal punto di vista di tutto ciò che è fashion, vi consigliamo di rivolgervi o presso i negozi monomarca, se il brand li possiede, oppure presso i negozi di abbigliamento che trattano in particolare collezioni e modelli giovanili. Per quanto riguarda le felpe di marchi famosi, poi, si possono anche acquistare online. Esistono molti siti internet che permettono di acquistare in tutta comodità e in tutta sicurezza anche i capi di abbigliamento di brand prestigiosi.

Ma se non è la marca che cercate, ma piuttosto un capo sportivo pensato appositamente per praticare dello sport, allora vi consigliamo di rivolgervi nei negozi specializzati in abbigliamento sportivo: o i piccoli negozi che si trovano in tutte le città, oppure le grandi catene di abbigliamento sportivo. Se invece il budget è abbastanza limitato, potete puntare su modelli che non portano nessun marchio. In questo caso potete fare i vostri acquisti al mercato della vostra città o del vostro quartiere: ci sono sempre bancarelle che ci propongono capi di abbigliamento sportivo come felpe e tute, a prezzi piuttosto competitivi rispetto a quelli di marca. Anche i supermercati possono essere un ottimo punto di riferimento per il vostro shopping: le più grandi catene di supermercati presenti nel nostro paese offrono ai loro clienti reparti espressamente dedicati ai capi di abbigliamento, dove potrete acquistarle a prezzi interessanti.