14. Luglio 2020 · Commenti disabilitati su Stivali Tronchetti – Come Sceglierli e Come Indossarli · Categorie:Scarpe

La loro comparsa sulle passerelle, negli anni Ottanta, quasi fu uno choc, ma poi grazie a stilisti irriverenti, abiti sempre più audaci, sono diventati un must have del guardaroba femminile. Si tratta appunto del mitico stivale della felicità: il Tronchetto (o ankle boots in inglese).

Caratteristiche

Prima o poi tutte ne acquistano uno. Di Tronchetti della felicità! Ma non stiamo parlando di piante, bensì di stivali. Si disinguono dagli altri per essere alti fino alle caviglie, avere una tomaia compatta, molto sagomata, e, nella versione femminile, un tacco quasi sempre alto, a stiletto oppure a banana. Ormai un suo requisito fondamentale è il plateu di un certo spessore, per dare alla scarpa un tocco punk e glamour, agevolare la camminata soprattutto se si sono scelti tacchi importanti.

Spesso la punta è tagliata e presentano un foro dal quale s’intravedono le dita dei piedi. Occhio quindi alla cura delle unghie. Quando nacque, negli anni Ottanta, il tronchetto divenne subito uno stivale di tendenza, forse uno dei simboli del periodo assieme a leggins e spalline imbottite. Con il passare del tempo non è mai uscito dalle scarpiere delle fashion victim, anzi sono aumentate le sue applicazioni. All’inizio era infatti pensato per essere esclusivamente indossato sotto ai pantaloni, da non mostare con gonne o altro. Uno stivaletto quindi “serio”, oppure, per chi poteva permetterselo, da abbinare a pantaloncini cortissimi. Oggi invece è quasi d’obbligo sotto minigonne e hot pants, oppure pantaloni strech, meglio per chi ha le gambe sottili e toniche, e sembra indispensabile, soprattutto se decorato, tagliato, bullonato, metallizzato o pieno di strass e pietre brillanti, per avere un’aria rockettara. Infine il suo grande vantaggio è quello di rendere “più alte” le persone che proprio non svettano tra i cieli.

Consigli per indossare i Tronchetti

Evitate di acquistare Tronchetti tradizionali, ovvero tagliati alla caviglia, perché sono stati pensati, magari con la punta un po’ allungata, per essere portati sotto ai pantaloni. Infatti, se con questo modello abbinate una gonna vi ritroverete con la gamba “ingrossata”, almeno come effetto ottico.

Se decidete invece di abbinarli, come da tradizione, sotto ai pantaloni, il consiglio degli esperti della moda è di scegliere Tronchetti dello stesso colore del capo di abbigliamento. Se gli stivaletti sono neri, abbastanza alti alla caviglia, potreste abbinarli a pantaloni sempre total black infilati addirittura dentro. Questo escamotage slancerà ancora di più la gamba ed è consigliato alle persone non troppo alte.

Se siete di corporatura media e avete le gambe affusolate potrete usare il tronchetto sotto minigonne o shorts. Se le vostre gambe sono un po’ grosse, ma non volete rinunciare a questo abbinamento sicuramente sexy un consiglio è quello di usare calze supercoprenti nere. Mix che snellisce ed alza la gamba.

Il Tronchetto è sempre originale, molto glamour sotto a pantaloni skinny, ma anche, nonostante la presenza spesso di tacchi vertiginosi, dal taglio un po’ maschile. Per ovviare questo inconveniente gli stilisti hanno ammorbidito e arrotondato spesso le forme, arrichito la tomaia di decori, ne esistono versioni con diversi tagli nella pelle, incisioni, ricami. Ma per “alleggerire” e rendere più femminile l’insieme, molto deve fare chi li indossa. Il consiglio degli stylist è quello di indossare i Tronchetti con abiti iperfemminili, aderenti, mischiarli a dettagli e accessori “frou frou”, osare con scollature.

28. Giugno 2020 · Commenti disabilitati su Stivali Wellington – Come Sceglierli e Come Indossarli · Categorie:Scarpe

Lo stivale Wellington è il classico calzare da pioggia, noto ai più color verde militare e abbinato a una canna da pesca. Con il tempo ha conquistato stilisti e icone della moda grazie a versioni colorate e fantasiose. Il nome deriva dal primo Duca di Wellington (diventato poi Primo Ministro del Regno Unito) e inventore di questa scarpa. Già dagli inizi del 900, visto lo stilista d’eccezione, i Wellington erano considerati alla moda e raffinati.

Impiegati in guerra e in pace, all’asciutto come sotto al diluvio, nei campi e nell’industria, hanno ispirato poesie, canzoni, commedie teatrali, balli, ma soprattutto stilisti e modelle.

Storia e caratteristiche

Sono impermeabili, composti in gomma o Pvc. Si usano per tradizione quando piove e in genere il tronco arriva sotto al ginocchio anche se ne esistono modelli al polpaccio. Non vengono solo indossati per “ballare sotto alla pioggia”, ma anche nel mondo industriale, con rinforzi di metallo nella punta del piede, nelle sale operatorie o nei laboratori chimici. E dire che sono nati per combattere. L’Armata Britannica usò gli stivali Wellington per la prima volta a Waterloo nel 1815. La storia narra infatti che fu lo stesso Duca di Wellington, comandante dell’Armata, a progettarli istruendo un calzolaio di fiducia, il signor Hoby di Saint James Street a Londra. Il materiale usato in principio era pelle di vitello e arrivava al polpaccio, il Duca diede istruzioni precise sul taglio basso del tacco, di 1 pollice (2,5 cm circa). Battaglia dopo battaglia, Wellington notò che i soldati si ferivano soprattutto al ginocchio e allora fece alzare la calzatura.

Vista la fama del Duca come eroe di guerra, molti gentiluomini inglesi ne vollero imitarne lo stile, partendo proprio dallo stivale. Piccola curiosità: Wellington è uno degli unici due Primi Ministri britannici che ha dato il suo nome a un capo d’abbigliamento, l’altro è Anthony Eden (suo il distintivo Homburg). Grazie all’invenzione da parte di Charles Goodyear della gomma vulcanizzata, Hiram Hutchinson, nel 1853 fondò un’azienda di scarpe a L’Aigle in Francia (poi diventata il marchio “Eagle”). Lì vennero creati i primi Wellington di gomma, arrivati fino ai giorni nostri. Si diffusero subito tra gli agricoltori di tutto il mondo che ancora lavoravano i campi con gli zoccoli. Durante la Prima Guerra Mondiale furono usati nei campi di battaglia sempre dall’esercito britannico.

In quel caso il produttore faceva di cognome Hunter e gli stivali ne presero il nome (detti anche Wellington Hunter). Si narra che durante la Grande Guerra ne furono prodotti 1.185.036 paia per soddisfare le esigenze dell’esercito anglosassone. Anche durante la Seconda Guerra Mondiale la produzione di Hunter fu notevole, soprattutto per le truppe destinate ai Paesi Bassi dove le trincee erano spesso allagate. Finita la guerra, i Wellington si diffusero tantissimo come stivali antipioggia adatti a uomini, donne e bambini. La suola si allargò e comparve la caratteristica punta tonda e spaziosa. Anche nelle industrie i Wellington fecero la loro comparsa ai piedi degli operai, spesso con la punta rinforzata di acciaio o, più avanti nel tempo, con poliuretano termoplastico, anche in seguito alle normative dell’antifortunistica. Il classico Wellington in gomma verde fu invece introdotto di cacciatori nel 1955 ed è presto diventato un simbolo per gli amanti della “vita in campagna” e dello stile country.

Modelli

Il modello è sempre quello da quasi due secoli, può al limite essere di pelle, di gomma, lucida o opaca, colorato e decorato in svariati modi, ma è sempre lui. Interessante però sapere che i Wellington non vengono chiamati come la capitale della Nuova Zelanda in tutto il mondo. In Australia sono i “gummies” o Blucher (nome del soldato neozelandese che combatté con il celebre Duca nella battaglia di Waterloo). Nella terra dei maori esiste anche una poesia di Henry Lawson dedicata a questo stivale-simbolo. In Canada e Stati Uniti vengono chiamati “Billy” e sono indossati, in versioni colortissime, dai giovani dei college in primavera, soprattutto negli stati del Nord America. Molto diffusa in Usa la versione a metà polpaccio tra i pescatori di gamberi.

E’ da notare che il modello più popolare negli States non è quello “verdone”, ma in versione nera con suola rossa (in particolare in Alaska). I Wellington sono diffusi anche in pelle e vengono quindi chiamati “Wellington Ranch o “Wellington’s west”. La punta molto bombata e il tacco basso, e cuciture non in rilievo, li differenziano dai classici stivali da cow boy. In Irlanda per tradizione sono i “topboots”, ma anche “Wellies” o semplicemente “Waterboots”. L a Nuova Zelanda è invece la patria adottiva di questi particolari stivali, soprattutto per le molte attività rurali dell’isola. In nome cambia in “Gumboot” e la città Taihape, nella nell’Isola del Nord, si è proclamata la capitale mondiale dei Wellington. Lì sono talmente diffusi che li usano anche i chirurghi nelle sale operatorie (versione total white) e ne esistono coloratissime varietà per i bambini. E’ stata composta persino una commedia teatrale del caratterista Fred Dagg che rende omaggio ai “Gumboot” (con tanto di canzone dedicata).

Nei paesi del Nord sono diffusissimi, in Scandinavia, per esempio, la Nokia prima di darsi alla telefonia mobile era una produttrice di Wellington. Negli Stati che componevano la ex Unione Sovietica sono arrivati invece nel 1920 e sono ormai gli stivali tradizionali, foderati, per quando arrivano i primi freddi. Anche in questi Paesi sono diventati un simbolo, introdotti da Stalin nelle fabbriche, più tradi, quando Nikita Krusciov prese il potere, furono da lui indicati come esempio di “stile socialista” del vestire (chissà cosa ne avrebbe pensato il Duca) tanto che tra il 1961 e il 1964 sparirono le calzature di pelle dai negozi e praticamente si potevano indossare solo Wellington o simili.

In Sud Africa, dove venivano usati nelle miniere di diamanti, il loro battere incessante a terra ha creato un vero e proprio genere musicale: il “gumboot zydeco”. Anche perché, essendo obbligati al silenzio, i minatori comunicavano con una specie di codice Morse degli attrezzi da lavoro, colpi di stivali compresi. L’insieme di suoni divenne col tempo una vera e propria musica d’intrattenimento e lo stivale venne introdotto nelle danze popolari. Paul Simon, nel celeberrimo album Graceland del 1986, registrato in gran parte in Sud Africa, dedica una canzone ai Wellington.

Ma non è finita, in Scozia, il comico Billy Connolly ha scritto “Welley Boot song”, la sua più celebre canzone. Altri sono gli esempi di quanto questi stivali di gomma siano d’ispirazione per gli artisti. La band Gaelic Storm usa il battito dei Wellington nell’album “Wellies Yer” con la quasi omonima canzone “Wellies Kelly”. Tra il 1994 e il 1996, la BBC1 creò una serie televisiva, “William desires”, dove un paio di Wellington rossi potevano esaudire ogni desiderio del protgonista. In Danimarca gli Alphabeat ‘s pubblicarono nel 2007 un album contenente una canzone chiamata “Rubber Boots / Mackintosh” con chiari riferimenti all’uso dei preservativi (“indossate sempre gomma”). In Gran Bretagna esiste persino uno sport, il wellie wanging, che consiste nel lanciare lo stivale il più lontano possibile.

Come sceglierli e indossarli

Importante, nella scelta di tutti gli stivali e scarpe, è prestare attenzione alle cuciture o alle colle usate per incollare la tomaia alla suola. Se sono di qualità non dovreste incorrere nello spiacevole distaccamento della punta o del tacco. A seconda degli usi che ne volete fare controllate sempre la suola, che sia di materiale plastico e antiscivolo. Sarebbe infatti assurdo comprare degli stivali da pioggia con la suola liscia. Ricordatevi che il modello tradizionale non prevede imbottitura, quindi verificate di non essere allergiche alla gomma e che dovrete investire comunque un po’ di denaro in calze e calzini. Come indossarli. Nel Regno Unito sono un’istituzione, ma anche le donne del resto del mondo usano i Wellington Hunter come stivali di moda. Se volete ricalcare il look british indossateli sotto a pantaloni o jeans, trench beige e abbinate sciarpe, foulard a quadretti. Non a caso Burberry ha ricoperto con i suoi famosi quadretti anche la plastica dei Wellington (da abbinare alle celebri sciarpe).

Tuttavia i Wellington sono anche molto rock. Quindi, se non siete freddolose vanno benissimo con shorts di jeans tagliati a vivo, t-shirt e canotte da uomo magari abbinati a un giubbotto o giacchetta di pelle. Se volete esagerare, indossate anche qualche accessorio borchiato. Non vi sono solo le dame inglesi di campagna e le rocker maledette che usano i Wellington, un altro stile molto diffuso è quello da cavallerizza. Pantaloni color beige infilati dentro agli stivali, meglio se in versione di pelle, camicia bianca o dolcevita dello stesso colore con sopra una giacca sciancrata nera. E sarete delle perfette amazzoni di città.

Le gonne, se non cortissime, sono bandite dall’impiego dei Wellington. Inoltre, avendo una forma molto “country” non vanno per niente bene nelle occasioni formali e per l’ufficio. Insomma, al mattino se non dovete andare a potare le rose in giardino o a fare un giro di shopping, oppure se il vostro complesso preferito non si esibisce in città, lasciateli nella scarpiera. Sotto alla scrivania stanno male (e spesso dopo molte ore fanno anche male). Una buona notizia: sono stivali che stanno bene anche alle donne con gambe robuste, perché se sagomati danno loro una forma, inoltre, l’imboccatura è spesso regolabile da un elastico che si adatta a qualsiasi “spessore” dell’arto.

14. Giugno 2020 · Commenti disabilitati su Scarpe Ballerinbe – Come Sceglierle e Come Indossarle · Categorie:Scarpe

Se siete donne dinamiche, che non amano stare sui tacchi o che per necessità non possono portare scarpe alte, le ballerine riescono a combinare nel giusto modo femminilità e praticità. Queste calzature tra l’altro non sono mai fuori moda, anche se soprattutto ultimamente sono ritornate sulle passerelle di tutto il mondo. Leggi la nostra guida per conoscerne caratteristiche, tipologie e come scegliere il modello più adatto alle vostre esigenze.

Invenzione

Sottili e alla moda, sono disponibili in diversi colori e fantasie, sono oggi un must nella scarpiera di ogni donna, ma prima del lontano 1500 erano una calzatura maschile. Erano infatti gli uomini che indossavano questa calzatura, a metà tra sandalo e scarpa, molto confortevole ed ideale per le decorazioni fastose che tanto si addicevano agli uomini di corte.

Nel Medioevo la scarpa piatta era usata da entrambi i sessi e la sua lunghezza decretava lo status di chi le portava. La gente comune aveva l’ordine di indossare calzature la cui lunghezza non superasse i 15, 2 cm; ad un cavaliere era permesso indossare una scarpa la cui lunghezza massima fosse 45,7 cm ed un Barone avrebbe potuto ostentare il suo prestigio in scarpe di 61 cm di lunghezza. Immaginate la comodità dei movimenti di un piede piccolo in una scarpa lunghissima!

Fu la piccola Caterina De’ Medici che, nel 1533, in occasione del suo matrimonio con il Duca d’Orléans, chiese al suo calzolaio che le sue basse scarpe da sposa fossero rialzate. A partire da questo episodio la scarpa piatta venne messa da parte per i due secoli successivi, lasciando spazio a stiletti e a tacchi di ogni tipo, sia per le calzature maschili che femminili.

Le scarpe piatte tornarono in voga dopo la Rivoluzione Francese, quando il tacco, tipico dell’aristocrazia cominciò ad essere considerato volgare ed ostentativo. Per tutto il 1800 ed il periodo della Rivoluzione industriale le scarpe basse furono una scelta di praticità e comodità per entrambi i sessi. Le ballerine di questo periodo erano delicatissime, molto più simili a dei guanti per i piedi che a delle scarpe vere e proprie.

Caratteristiche

Se le ballerine portano questo nome, un motivo ci sarà. Ed anche un legame col mondo del balletto e della danza, sebbene controversi rimangano i dibattiti circa le loro origini. Sarebbe stata la ballerina di origine italiana Marie Taglioni ad indossare per prima le scarpe a punta, o meglio, la ballerina che riuscì per prima a danzare un intero balletto sulle scomode scarpe. Questo grazie al suo lungo allenarsi e alla sua tenacia. Eravamo nel primo ventennio dell’Ottocento.

Secondo altre fonti le prime scarpe a punta sarebbero state disegnate da Rose Repetto negli anni Sessanta per il figlio, il ballerino Roland Petit. La casa di produzione di scarpe per la danza venne inaugurata nel 1956 e, oggi come allora, ha la sua sede a Parigi, in Rue de la Paix e produce non solo le punte per danzatrici e ballerine di tutto il mondo, ma anche ballerine di altissima qualità ed a lavorazione artigianale, spesso prodotte in edizione limitata.

La moda delle ballerine, come calzature di tutti i giorni, esplose dopo il 1957, anno in cui Audrey Hepburn camminava nelle sue piccole ballerine, abbinandole a dei pantaloni Capri e agli occhiali da sole oversize. Realizzate per lei da Gattinoni, divennero accessorio indispensabile del suo guardaroba, sia sul set che nella vita privata.
Lo stesso dicasi per un’altra icona di quegli anni, Jacqueline Kennedy, che amò così tanto le ballerine da richiederne un paio al mese al suo designer di fiducia.

Tipologie

Tornate di moda da alcuni anni circa, le ballerine sono amate soprattutto per la loro praticità e per il fatto che possono diventare, a seconda degli abbinamenti, sia una scarpa casual, sia una calzatura molto elegante per le grande occasioni. Il modello di ballerina per antonomasia è quello con la punta leggermente arrotondata. Ovviamente questo è solo uno dei tantissimi tipi di ballerine che potrete trovare in commercio. Oltre alle forme, anche i colori diversificano moltissimo i vari modelli: da quelli classici e neutri, più eleganti, fino alle tinte più vivaci e sbarazzine.

I materiali sono tra loro diversissimi, e si spazia dalla pelle, al camoscio, o al tessuto, mentre ci sono quelle da indossare nelle occasioni più importanti che possono essere impreziosite con pailettes e cinturini, piuttosto che essere decorate con fantasie eleganti e di tendenza. Anche nel mondo delle ballerine è poi arrivato il modello in gomma totale, senz’altro pratico e impermeabile, ma senza dubbio da evitare durante l’estate, per essere sicuri che il piede non soffochi. Per la stagione calda è senza dubbio più pratico il modello di ballerine aperto sulla punta. Ecco alcuni esempi di ballerine, realizzate nei materiali più in voga.
-Di seta e/o Satin
Classiche, eleganti, preziose. Ideali sotto un abito elegante o dei pantaloni a sigaretta. Ottime per impreziosire un abbigliamento casual senza apparire eccessive.
-Di pelle
Giovanili o molto sobrie, secondo le pelli impiegate e degli accostamenti scelti, sono le scarpe ideali per l’abbigliamento di tutti i giorni.
-Di cotone, tela o gomma
Sbarazzine, colorate, dalle stampe infinite. Realizzate da designer che conoscono bene il mondo a cui vogliono destinarle. Ricordano le sneakers per la suola di gomma e per la comodità, ma risultano maggiormente abbinabili a vestitini e gonne, accentuando l’aria sbarazzina e frizzante dell’abbigliamento giovane.
-Di vernice
Perfette da abbinare con una borsa o degli accessori, sono quel tocco in più di stravaganza che rende originale l’abbigliamento.
-Di gomma
Sportive e colorate, sono perfette sotto i jeans. Ideali per le giornate di pioggia poiché resistenti all’acqua, possono essere indossate anche come soprascarpe, data la loro grande plasmabilità.

Come Scegliere

Potete trovare le ballerine in tutti i negozi di scarpe e, a seconda della categoria merceologica del negozio, troverete ballerine griffate, ballerine sportive, ballerine casual o ballerine per serate di gala. Anche alcuni brand dall’orientamento più sportivo hanno creato la loro versione della ballerina, e quindi la comoda scarpa è reperibile addirittura nei negozi di articoli sportivi. Le ballerine, ormai trend affermato, si trovano anche sulle bancarelle dei mercati e nei negozi dei cinesi. Se amate passeggiare tra i colori dei mercati, pensate più al risparmio che alla qualità del prodotto, ma amate cambiare ogni giorno ballerina e possederne di tutti i tipi e colori, questa soluzione d’acquisto è la più indicata per voi.

Per chi, invece, non ama girare per vetrine e pomeriggi di shopping, ma preferisce acquistare comodamente da casa via internet, le ballerine sono reperibili su siti di shopping online o su portali specializzati. Alcuni accorgimenti per scegliere le vostre ballerine. Fate molta attenzione a come la scarpa calza sul vostro piede al momento dell’acquisto: una ballerina già larga, che non aderisce perfettamente al piede, rischia di essere persa dopo i primi 100 metri, con scarsa possibilità di incontrare il principe azzurro che ve la riporti. Una ballerina troppo stretta crea bolle che a lungo andare possono diventare fastidiose. Questo perchè, sebbene la ballerina goda degli attributi di semplicità e comodità, bisogna trovare quella giusta per il proprio piede che può essere magro e lungo o un po’ tondeggiante e per questo sarà diverso il modo in cui la ballerina calzerà.

14. Luglio 2018 · Commenti disabilitati su Come Scegliere Infradito da Donna · Categorie:Scarpe

Durante la stagione estiva, per le alte temperature abbiamo bisogno di mantenere i piedi scoperti proprio per cercare refrigerio, tra le scarpe estive più utilizzate dalle donne vi sono le infradito e i sandali che ogni hanno s’impreziosiscono sempre più grazie soprattutto alle passerelle di alta moda che le presentano come protagoniste assolute dell’estate.

Infradito e comodità

Le infradito donna rappresentano le scarpe estive più utilizzate in questa bella stagione, quando cerchiamo in tutti i modi di far arieggiare i nostri piedi. Le infradito sono costituite da una suola e da un’unica stringa a Y, la suola inizialmente si presentava liscia e bassa negli ultimi anni, però anche la suola ha assunto un carattere più femminile adattandosi allo stile delle donne che le indossano, così sono stati aggiunti i tacchi. I sandali infradito per donna sono adatti ad ogni occasione, dal tempo libero alle cerimonie. Se basse sono ideali per le passeggiate mattutine o pomeridiane, ma per la sera e le occasioni d’obbligo diventa il sandalo infradito con tacco e anche qualche dettaglio in più. Le scarpe infradito sono adatte a tutte l’età purché la camminata risulti sempre adatta ad una donna e che quindi non sia goffa o impacciata, queste particolari calzature sono utilizzatissime fra le teenager che forse ne abusano un po’ utilizzandone in ogni momento della giornata.

Anche i modelli di infradito per il mare è di moda usarli per andare in discoteca, ma se per le giovanissime questo è concesso, per le ragazze e le donne più mature un po’ meno, infatti le infradito da mare che assomigliano più a delle ciabatte sarebbe meglio utilizzarle solo per la spiaggia. Quindi durante il giorno e la sera occorrerebbe un infradito con il tacco, e oggi anche i tacchi rendono l’infradito comodo ad esempio utilizzando il tacco di quattro, cinque centimetri. Le infradito sono infatti molto utilizzate per la loro comodità e versatilità di utilizzo ma anche per i colori e toni in cui sono largamente venduti in commercio, anche i materiali di realizzazione sono diversi. E’ possibile scegliere tra infradito rosse o gialle, bianche o nero, ma anche multicolore, infradito in cuoio o in gomma, in pelle, in sughero o in altri materiali ma pur sempre in linea con l’ultima moda sull’infradito che lo pone come protagonista della stagione estiva e con lui anche i nostri piedi.

Infradito con tacco o senza tacco

Quando si tratta d’infradito s’immagina sin da subito il mare e la spiaggia e ciò ha un poter evocativo di relax e di vacanze. Allora iniziamo a pensare alla stagione primaverile così da non trovarci impreparate e senza le nostre amatissime e comode ciabatte infradito. Esistono molti modelli di infradito per donna accumunate sicuramente dal fatto che hanno una solo parte che regge la scarpa al piede, proprio la stringa a Y, ma troviamo anche modelli che hanno una striscia in verticale che aiuta a mantenere l’infradito ben collocato al piede oppure troviamo i modelli con la stringa a Y molto grande proprio per permettere una maggiore tenuta tra l’infradito e il piede oppure si trovano modelli con stringhe molto sottili che sono un po’ difficili da indossare perché durante la camminata potrebbero far scivolare l’infradito dal piede rischiando anche di farci cadere.

Altri modelli d’infradito che sono nati negli ultimi anni soprattutto per poter essere indossate da donne mature o in occasioni particolari sono i sandali infradito con tacco e cinghietta che avvolge la caviglia. Questo modello di infradito con “cavigliera” è sicuramente quello più sicuro in termini di tenuta tra piede e calzatura. Infatti la tenuta è garantita sia da più punti in cui verranno agganciante le dita con la stringa ad Y che con la cinghietta. Insomma vi sono modelli d’infradito da donna per tutti i gusti e colori; quello che diventa importante è scegliere l’infradito che più rispecchi la nostra personalità e occorre fare anche attenzione a rimanere femminili anche con l’utilizzo di un infradito senza tacco. Utilizzare un infradito con il tacco comporta sicuramente una minore stabilità perché il piano d’appoggio si restringe, ma questo è il prezzo da pagare se si vuole risultare femminili, il tacco infatti conferisce alla nostra andatura uno stile prettamente femminile e oltretutto darà un effetto d’assottigliamento delle nostre caviglie, stirerà le nostre gambe, alzerà i nostri glutei e potremo indossare le gonne o i pantaloni di lino tipici della stagione estiva ottenendo dei risultati eccellenti grazie alle infradito da donna con il tacco.

Sandali infradito per ogni occasione

Come abbiamo avuto modo di vedere, le infradito donna vanno bene per ogni occasione grazie ai numerosi modelli presenti in commercio e alla loro versatilità. Le infradito adatte per la spiaggia o per la piscina sono realizzate principalmente in materiale antiscivolo; questo tipo d’infradito in gomma è caratterizzato dal tempo limitato di utilizzo. Esse, infatti, non possono essere indossate tutto il giorno perché il materiale di realizzazione, solitamente la gomma, non permette la naturale traspirazione del piede e quindi favorisce la creazione di un ambiente umido che faciliterà la proliferazione di germi e anche del cattivo odore tipico dei piedi umidi e poco traspiranti.

Le infradito sono anche indossate per andare in ufficio o a fare la spesa, ma per evitare di risultare fuori luogo occorrerà evitare di utilizzare infradito di colori accesi come i toni dell’arancio, giallo, rosa, azzurro e così via, evitiamo le zeppe che sono più indicate per una passeggiata al lungomare o per l’aperitivo in spiaggia e optiamo per dei sandali infradito sui colori neutri. Vista la bella stagione anche il bianco va bene, rigorosamente con un tacco non eccessivo ma che sia anche abbinato alla borsa o al vestito che indossiamo, non dobbiamo privarci delle infradito ma dobbiamo evitare i modelli che sembrano più che infradito ciabatte, più idonee alla spiaggia, il desiderio delle vacanze non giustificherà una scelta inappropriata delle infradito.

Se dobbiamo invece prendere parte ad un evento o cerimonia e non vogliamo rinunciare al nostro infradito allora scegliamolo con cura, se l’evento o la cerimonia si terranno di mattina o primo pomeriggio potrete utilizzare dei bellissimi sandali infradito per donna dai colori pastello o anche bianco, magari impreziosito da uno strass o applicazione, ma se l’evento o la cerimonia si svolgessero di sera allora il nero è sicuramente il colore più adatto per il nostro infradito e anche qui una gemma o degli strass faranno la differenza tra le infradito, ovviamente rigorosamente con presenza di tacco alto. Ogni modello d’infradito andrà adattato con borse, cappelli e vari accessori.

Come scegliere quelli più adatti

In commercio troviamo numerosi modelli d’infradito sia dal punto di vista del design ma soprattutto per quanto riguarda i materiali di realizzazione. Quando ci accingiamo a scegliere un infradito, siamo solitamente attratte dal colore e dalla sua forma, con tacco o senza, con punta arrotondata o squadrata, ma ci rendiamo conto, generalmente, solo dopo averli acquistati e di conseguenza indossati che il materiale di realizzazione è scadente e che ai nostri piedi non sono salutari perché ci fanno male o non lasciano traspirare il piede. Quando acquistiamo delle scarpe infradito solitamente le proviamo, innanzitutto la prova deve essere effettuata con entrambe le scarpe indossate ai piedi, e poi non bisogna limitarsi ad indossare le scarpe e a specchiarsi dalle varie angolazioni, ma occorrerà fare una camminata anche se breve, proprio lungo i tappeti che i negozi di calzature mettono a disposizione delle loro clienti per la prova delle calzature. Dedicare più tempo alla prova significherà fare un acquisto anche più consapevole e portarsi a casa delle infradito che saranno idonee ai vostri piedi e che soprattutto potranno essere indossate senza sofferenze.

Un’altra cosa da attenzionare per la scelta di tutte le calzature, ma soprattutto per le infradito da donna è quella di controllare se esse risultano con la tomaia e suola incollata o cucita, sicuramente per una più lunga durata delle infradito sarà più opportuno orientarsi verso una calzatura che risulti cucita lungo i bordi e nella fascia che poi assicurerà l’infradito ai piedi. Tra i materiali migliori per la scelta dell’infradito figura sicuramente la pelle e il cuoio. Infradito in cuoio o in pelle dovrebberlo essere nelle parti che entrano in contatto con il piede.

Oggi giorno le calzature e infradito che si trovano in commercio sono realizzate con materiali sintetici ma se di buona fattura anche queste andranno bene, la comodità è la caratteristica che contraddistingue le scarpe infradito dalle altre calzature. Sicuramente se per la scelta del nostro infradito da donna ci orienteremo verso quelli firmati con griffe rinomate ci assicureremo un infradito che potrà essere indossato a lungo e che impreziosirà il nostro piede. Tuttavia una nota è doverosa: quando sì indossano le calzature aperte, comprese le infradito, i nostri piedi dovranno essere molto curati, quindi prima di sfoggiare i nostri piedi sarà meglio fissare un appuntamento con la nostra estetista di fiducia che provvederà a farci un pediluvio rilassante e che abbellirà le nostre unghie dei piedi con smalti e decorazioni di tendenza.

Prezzi infradito da donna

I prezzi per l’acquisto delle infradito sono molto variabili, essi, infatti, variano in base ai materiali che sono utilizzati per la loro realizzazione e soprattutto dalla griffe che sceglieremo per le nostre infradito. Vediamo che il prezzo base per le infradito da spiaggia si aggira intorno alle venti, venticinque euro, mentre se il nostro acquisto si orienta verso l’infradito con tacco basso, la spesa minima saranno intorno le cinquanta, sessanta euro ma se scegliamo di acquistare un infradito firmato oppure un infradito di fattura artigianale, magari da sfoggiare in un evento o per una passeggiata serale allora i prezzi saranno sensibilmente più alti.

Tra le griffe da donna sicuramente più in voga troviamo Louise Vuitton dove un paio di infradito firmati possono contare tra le quattrocento e le mille euro. Si tratta di infradito da donna di eccellente fattura e che sembrano dei gioielli da indossare ai nostri piedi, nulla di più chic, un completo estivo di borsa e infradito coordinate di questa lussureggiante griffe. Le infradito da donna sono delle scarpe adatte a tutte le tasche e a tutti gli stili, infatti, potremo acquistare delle infradito più giovanili e anche più sportive della nota griffe Havaianas ideali per le teenager, mentre per le ragazze trentenni le infradito della nota griffe Via Uno che vede delle infradito di buona fattura con stili e modelli molto femminili e adatte ad ogni donna e soprattutto con prezzi più abbordabili.

Quando dobbiamo scegliere le nostre infradito, soprattutto se penseremo di acquistarle come calzatura principale che ci accompagnerà durante tutta la stagione estiva, occorre sicuramente orientarsi verso delle infradito comode e dovremmo prediligere quelle con un po’ di tacco in modo che favoriscano la circolazione sanguigna dei piedi e che quindi non comportino problematiche durante il loro utilizzo come ad esempio il gonfiore delle caviglie o il dolore ai polpacci. La comodità dell’infradito è molto importante per poter affrontare le nostre giornate estive già particolarmente faticose da sopportare con la calura estiva e con la voglia delle vacanze che si avvicina sempre più.

14. Giugno 2018 · Commenti disabilitati su Come Scegliere i Mocassini · Categorie:Scarpe

Classici o stravaganti, sportivi o eleganti, i mocassini, originariamente inventati dai pellerossa, rappresentano una soluzione comoda e versatile, per l’uomo e per la donna in ogni occasione. Rivisitati dalla creatività degli stilisti, i mocassini conquistano la pole position tra le scarpe di moda uomo donna grazie a modelli che coniugano comodità ed eleganza, in una felice sintesi stilistica.

Il mocassino: una scarpa dalle antiche origini

La storia del mocassino affonda le radici molto indietro nel tempo fino a riportarci agli indiani del nord America, ai norvegesi, ai lapponi. Furono per primi i pellerossa a brevettare il prototipo del moderno “Penny Loafer” fasciando il piede con un unico pezzo di pelle morbida. Parallelamente, norvegesi e lapponi adottarono un modello simile che diede successivamente impulso alla produzione. Agli albori degli anni ’30 un’azienda americana avviò la produzione di comode calzature ispirate a quelle utilizzate dai produttori caseari norvegesi, i quali a loro volta si ispirarono al prototipo ideato dai Lapponi realizzato con più pezzi di cuoio cuciti insieme. Verso la fine degli anni trenta un produttore americano lanciò l’invenzione della mascherina a forma di labbra (prendendo spunto dalla stravagante abitudine della moglie di baciare le proprie calzature prima di indossarle); mascherina che in seguito avrebbe custodito la celeberrima monetina, icona del popolo studentesco.

Inizialmente il nuovo modello di scarpa viene bocciato dai critici che relegano il mocassino nella categoria delle ciabatte e lo squalificano dal rango di calzatura. Sarà nientemeno che Fred Astaire a sdoganare il modello adottandolo per ballare il tip tap e persino, quasi provocatoriamente, con il frac. Alla fortuna successiva dei mocassini contribuirono soprattutto i giovani studenti dei campus americani che li adottarono come indispensabile complemento dell’abbigliamento informale. E furono sempre gli studenti americani a lanciare la moda della monetina inserita nella mascherina a forma di labbra. Ben presto lo stile inaugurato dalla popolazione studentesca americana deborda dai campus, sconfina in tutto il mondo e si diffonde in ogni categoria sociale. I mocassini incontrano il gradimento non solo dei giovani, ma anche degli uomini d’affari, dei lavoratori comuni e delle donne. Nell’ultimo ventennio stilisti e produttori hanno rivisitato il modello dei mocassini classici e lo hanno riproposto in forme nuove, con tacco e frange, con fantasiose varianti sui tessuti, da quelli sintetici alla pelle di pitone e con aggiunte decorative. Il mocassino è diventato così emblema non solo di moda casual e informale, ma anche di eleganza, di classe di buon gusto e di raffinatezza.

Mocassini in pelle e varianti

Nella sua forma originaria i mocassini sono realizzati con una pelle molto morbida e flessibile che fascia il piede ed è cucita nella parte superiore ad una mascherina. Così era il modello originario realizzato dai pellerossa; gli indiani d’America utilizzavano la pelle di daino e una suola molto flessibile, mentre i lapponi utilizzavano pezzi di cuoio cuciti insieme. Dal punto di vista tecnico il mocassino è costituito da una tomaia che avvolge interamente il piede. La tomaia viene fissata al sottopiede ed è lateralmente cucita ad una cosiddetta vaschetta. La vaschetta è la parte anteriore che copre le dita, mentre la mascherina è la fascia che copre il collo del piede.

I mocassini modello Oxford sono i più comuni; sono caratterizzati dal fatto che la tomaia è cucita sopra i gambetti, mentre nel caso del mocassino modello Derby, altro classico, la tomaia è cucita sotto i gambetti i quali sono dunque liberi e consentono di regolare l’allacciatura. Accanto a questi due modelli storici si dipana la lunga serie delle tipologie di mocassini moderni, rivisitati e corretti dalle mode. Il modello Derby è stato riproposto anche senza lacci, sostituiti dalla fibbia, guadagnando così un aspetto più elegante; il modello Oxford ha visto invece l’aggiunta di fiocchetti ai lacci e di frange; inoltre è stato oggetto di stravaganze cromatiche che vanno dai mocassini colori pastello (verde, viola, rossi, azzurri) alle più accese tonalità. Il modello tubolare può essere realizzato senza suola, senza sottopiede o senza entrambi. In questo caso la suola è costituita dalla tomaia stessa e dalla fodera cucite insieme. È un modello tipicamente estivo, da usare senza calze su terreni asciutti, molto comodo e confortevole, denominato anche Caprese. Di opposta ispirazione è il modello in pelle martellata più robusto e resistente, per l’appunto mocassini invernali. Per accattivare il pubblico femminile il mocassino si è ornato con fiocchi e frange e si è riproposto in pelle di pitone o mocassini lucidi in vernice. Gli ultimi decenni hanno visto l’avvento dei mocassini con gomma sulla suola adatto per la guida, e per i prototipi destinati alle donne si è visto trionfare i mocassini con tacco per essere indossati anche con l’abito elegante.

Mocassini uomo e mocassini donna

Oltre ad essere un intramontabile cult i mocassini sono anche universalmente riconosciuti come calzatura bisex per antonomasia. Inizialmente appannaggio dei soli studenti maschi, con l’evoluzione dei costumi e delle mode, i mocassini hanno conquistato anche il pubblico femminile diffondendosi tra donne di tutte le età. Adottati per la loro comodità, prediletti per la versatilità e apprezzati nelle versioni con tacco, in pelle di pitone, o in vernice, i mocassini da donna non sono più alieni nei guardaroba femminili, ma sono sempre più presenti come moderni e classici accessori di femminilità. Se nei decenni passati erano sinonimo di classicismo e comodità, oggi, riproposti in chiave moderna, diventano sinonimo anche di eleganza e, con l’aggiunta del tacco conquistano il podio della femminilità.

Per l’uomo i mocassini rappresentano una soluzione raffinata, elegante e sportiva al tempo stesso. Nel tempo libero, sul lavoro, a cena fuori, in estate e in inverno, i mocassini sono sempre adeguati se accoppiati con gusto e criterio. I mocassini sportivi, sia da uomo che da donna, danno un tocco di eleganza al vostro tempo libero, e specularmente, i modelli eleganti danno un tocco sportivo alle vostre serate mondane. Le scarpe mocassino per uomo e per donna, nelle sue infinite varianti partendo dai mocassini in camoscio, si propone come soluzione per ogni occasione, per ogni abito e per ogni contesto; universali e bisex i mocassini sono scarpe per tutte le occasioni, dal lavoro al gran galà.

Nelle versioni estive e invernali i mocassini si adattano a tutte le varianti climatiche stagionali; i modelli estivi sono freschi e traspiranti, realizzati con tessuti leggeri e in colori pastello; i mocassini invernali, più pesanti e caldi, sono realizzati con materiali resistenti e caldi; alcuni modelli sono addirittura internamente rivestiti in pelo, solitamente i mocassini invernali più gettonati sono marroni o beige. A riprova del suo carattere universale il mocassino trionfa anche negli ambienti di lavoro, dove viene adottato sempre più per la sua estrema comodità. Molte categorie professionali adottano modelli lavabili e idrorepellenti realizzati con materiali resistenti ai graffi e alle abrasioni. Infine persino alcune divise istituzionali e professionali sono vincolate all’uso del mocassino.

Come scegliere quelli giusti

Classico e universale, il mocassino non dovrebbe mai mancare in una scarpiera che si rispetti. Gli amanti dell’articolo, uomo o donna che sia, ne possiedono uno per ogni occasione e li collezionano come oggetti preziosi. I mocassini “classici e raffinati” hanno il grande merito di adattarsi a ogni stile, elegante o casual, e ad ogni occasione. Non sono mai fuori posto; mai di troppo, mai inadeguati. Tuttavia, al momento dell’acquisto, è necessario focalizzare la scelta sul modello giusto. Il panorama delle tipologie è ricco e abbondante e per orientare la scelta su uno o più modelli è essenziale considerare nel dettaglio la destinazione d’uso della nostra calzatura.

Se scegliete i mocassini per la loro comodità ed è vostra intenzione usarli quotidianamente come scarpa di riferimento principale, optate per modelli robusti, con lacci che consentano la regolazione, non troppo fascianti per potere essere usati con calze pesanti. La tonalità ideale in questo caso si orienta verso colori scuri (marrone, nero, ecc.), meno sporchevoli e più versatili. Se invece scegliete di acquistare un paio di mocassini da usare raramente e solo in particolari occasioni, allora potete orientarvi su modelli più stravaganti, sia sportivi che eleganti, estivi o invernali, dai colori particolari.

Infine, se scegliete i mocassini come complemento ad hoc di un abito elegante, allargate la considerazione ai materiali e alle aggiunte decorative che danno un tocco di originalità al classico modello. In questo caso per i mocassini da donna potete considerare anche i modelli con tacco che aggiungono alla comodità una buona dose di eleganza e di femminilità. Per valorizzare abiti firmati o dare una nota di originalità al vostro look orientatevi senza esitazione verso mocassini lucidi in vernice o in pelle di pitone, adatti soprattutto per occasioni di una certa rilevanza mondana. Se scegliete i mocassini come calzatura estiva date la precedenza ai modelli tubolari, senza suola, molto freschi, comodi e disponibili in tutte le gradazioni. Se invece scegliete il mocassino come scarpa invernale allora sarà meglio orientarsi verso modelli più robusti e caldi che risulteranno anche più longevi.

Vendita e prezzi

Acquistare un paio di scarpe mocassini è solo questione di scelta. Scelta del modello, del luogo e del prezzo. Per quanto riguarda i luoghi, i calzaturifici disseminati per le vie commerciali dei centri urbani, si qualificano come luoghi principali di vendita mocassini verso cui dirigersi per acquistare un paio di mocassini. Inoltre, nei grandi centri commerciali troverete ampi spazi dedicati alla vendita di scarpe e quindi di mocassini che propongono una vastissima gamma di offerte. Se le vostre esigenze vi orientano verso mocassini di moda più importante e stravagante, andrete allora alla ricerca di negozi esclusivi dove troverete modelli disegnati e prodotti da stilisti e aziende che operano per un target esigente e sfornano prodotti esclusivi in fatto di materiali e modelli.

Tuttavia per un buon paio di mocassini non è indispensabile puntare su modelli particolarmente costosi; il classico mocassino in nabuk o scamosciato, con fondo e soletta in para, si trova a un prezzo che oscilla dalle 80 alle 150 euro; mocassini in pelle con fondo e soletta in gomma vanno da 70 a 110 euro. Il tipo di pelle usata, i materiali e la manifattura sono la variabile principale che determina il costo; all’incidenza dei materiali si associa il marchio di produzione che contribuisce ad elevare la qualità unitamente al prezzo.

Alcuni importanti stilisti propongono modelli di mocassino da abbinare alle loro creazioni; se ci si orienta al mocassino firmato si parte da 100/150 euro per i modelli più semplici fino ai vertici delle 200/250 euro per i modelli più preziosi e importanti. Alcune aziende offrono garanzie di alta qualità che incidono sul prezzo finale ma al contempo danno la certezza di avere optato per un prodotto di serie A. Se avete fatto del mocassino da uomo o di quello da donna la vostra cifra stilistica e desiderate possederne di vari colori per abbinarli a più capi possibili, come spesso capita nella stagione estiva, allora sulle pagine web troverete offerte e occasioni imperdibili a prezzi molto bassi e convenienti. Se preferite invece puntare tutto sulla qualità e avere un unico ma eccellente paio di mocassini mettete in conto una spesa compresa tra 80 e 150 euro.